Ho 24 anni e abito a Borgo Trento. Alle ultime elezioni, quasi per caso, mi sono candidato in seconda circoscrizione. Semplicemente: un giorno torno a casa per pranzo, mio padre mi guarda e mi chiede se io abbia voglia di candidarmi perché qualcuno glielo ha proposto ma lui non ha tempo. Ci penso qualche secondo e poi, di getto, rispondo di sì. E pur avendo risposto così, quasi inconsciamente, decido di provarci e di impegnarmi davvero, perché altrimenti che senso avrebbe fare le cose senza davvero provarci?

Mi ritrovo così nel mondo di Verona Civica, trovo tanti altri ragazzi che come me hanno voglia di fare, che credono nella politica e che credono che si possa rendere migliore questa città. Così cominciamo a darci da fare. I soldi sono pochi, ma la voglia di fare è tanta: passiamo le nostre serate e le nostre notti a imbucare nelle cassette della posta i volantini di Verona Civica e i nostri “santini” per far arrivare a tutti le nostre idee; andiamo nei mercati per incontrare la gente; ci fermiamo a parlare con persone ormai stufe di sentirsi promettere questo o quell’altro durante le elezioni, per poi vedere che nulla cambia; ci mettiamo in ascolto, per scoprire quali siano dal loro punto di vista i problemi più importanti del loro quartiere e della città. Piano piano, anche grazie a questi incontri e all’entusiasmo dei ragazzi e delle ragazze intorno a me, comincio a crederci. E alla fine ci riesco, vengo eletto! E ora tocca a me!

Essenziale è il confronto con chi non la pensa come noi, costruire assieme qualcosa di bello e nuovo, puntare a una città migliore.

Da questo primo pezzo di cammino politico, nasce però una domanda: come si vive oggi la politica?

Credo che ormai siano veramente poche le persone che credono nella politica come strumento di cambiamento, a servizio del popolo; al contrario, sembra che la politica si sia ridotta ad essere una cosa per pochi. Da questa mancanza di fiducia, nasce la poca voglia di informarsi, di interessarsi, di fare domande, che caratterizza oggi una parte dell’elettorato, soprattutto quello giovanile. E in più tra quei pochi eletti, c’è chi non lavora per ricostruire quella fiducia, ma ritiene che la cosa più importante di tutte sia mettersi in mostra, mettere in mostra il proprio simbolo in quella determinata mozione, opporsi a quell’altra semplicemente perché è stata proposta da quel partito che su molti aspetti non la pensa come me. Avere un articolo di giornale con la propria foto diventa più importante che lavorare insieme a chi la pensa diversamente da me per il cambiamento.

Credo però che ci siano anche tante persone interessate a quello che succede intorno a loro e con la voglia di fare proposte per cambiare e migliorare la nostra città. È questo quello che noi vogliamo provare a fare: far diventare la politica di tutti e per tutti. È essenziale, però, che le persone comincino a fare politica; è essenziale collaborare tutti assieme per cercare di migliorare la città; è essenziale il confronto con chi non la pensa come noi; è essenziale costruire insieme qualcosa di nuovo e bello; è essenziale porci nuovi traguardi!

Per far questo ho scelto di continuare la mia esperienza con Traguardi, perché credo in questo progetto, perché credo che ci sia bisogno di idee nuove e audaci, perché credo che noi giovani siamo chiamati a metterci in gioco per costruire un futuro più accessibile a tutti e tutte!

Credo che nella seconda circoscrizione si possano costruire tante cose assieme, in modo da migliorare il territorio in cui abitiamo. Bisogna provare a portare la vita all’interno del nostro quartiere e serve una mano di tutti per raggiungere questo obiettivo.

Se siete interessati a collaborare contattatemi pure,

i traguardi migliori, sicuramente, li riusciremo a raggiungere insieme!

Pietro Corcioni

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